Eccoci

Ristorante a conduzione familiare non ci piace molto, preferiamo piccola oasi felice vista mare gestita da chi si vuole bene.
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I secondi che ci vogliono per innamorarsi della famiglia De Nittis
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I crustoli che riesce a chiudere Maria in un giorno
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Le persone che non capiscono Vincenzo quando parla in dialetto
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I battibecchi quotidiani di Mari e Vincenzo

La Famiglia

Qui al Camavitè ognuno ha un compito ben preciso. Mamma Teresa avvisa quando è pronto, il Baffo decide le postazioni a tavola, Maria impasta come se non ci fosse un domani e Mari tiene sotto controllo lo zio. Poi c’è Vincenzo, che fa Vincenzo.

L'Atmosfera
del Camavitè

Non è facile spiegare l’atmosfera del Camavitè a chi non è mai venuto.

Ricorda un po’ quel sorriso che fai quando rivedi la tua famiglia dopo tanto tempo perché abiti lontano.

Quel respiro di sollievo che tiri quando fai il primo bagno dell’estate dopo un anno trascorso in città.

Quel senso di inspiegabile felicità che provi dopo aver bevuto un bicchiere di vino e aver mangiato del pesce crudo vista mare.

Nostalgia Canaglia

“E se non ci limitassimo solo alla cucina e al servizio e iniziassimo a concentrarci anche sul benessere emotivo che si sprigiona a tavola?

Sarà che lo vivo e ci vivo da sempre, ma per me il Camavitè è molto più di un ristorante sul mare dove si mangia bene. È un’oasi felice dove il tempo si ferma e dove è possibile plasmare atmosfere leggere che pesano sul cuore.

La verità è che chi viene a mangiare al Camavitè si porta a casa, oltre al conto e alla pancia piena, anche un’esperienza gastronomica ed emotiva indimenticabile.

E scusa se è poco”.